martedì, giugno 03, 2008

 

IL RACCONTO DELLA BUONA NANNA


BOSTON (USA) – Maria ha sei anni e mezzo, frequenta la prima elementare, ma è arrivata a scuola che già conosceva, e amava, i libri. La favola prima della nanna c'è sempre stata, possibilmente a voce alta, mostrandole le figure, spiegando i significati delle parole difficili, lasciando che a voltare pagina fossero direttamente le sue manine. E tutti quei racconti, sera dopo sera, sono stati molto più preziosi di quanto il senso comune possa suggerire. Lo sostiene uno studio guidato dal professor Barry Zuckerman, del dipartimento di pediatria della Boston University, da sempre convinto che i bimbi siano nati per leggere e che il primo incontro con il libro debba avvenire nella primissima infanzia, altrimenti è già troppo tardi perché scoppi il vero amore per la lettura. IL RACCONTO DELLA BUONA NANNA - La favola serale, possibilmente illustrata e letta a voce alta, discutendone con i bambini, offre infatti una molteplicità di stimoli sensoriali: visivi, uditivi, tattili, cinetici. Inoltre i genitori leggendo utilizzano un linguaggio più complesso e più adatto a cogliere le possibilità di rapporto verbale che il testo sollecita nel bambino. La memoria infine viene allenata molto dalla lettura, che a sua volta stimola una partecipazione attiva e uno sviluppo della capacità di giudizio. "Il mio obiettivo consiste nel lavorare affinché l'importanza del leggere le favole ai bambini diventi parte della pratica pediatrica così come lo è informare i genitori in merito alle vaccinazioni": così si era espresso qualche anno fa il professor Barry Zuckerman.
IL PIACERE DELLA LETTURA – Ma la condizione essenziale che i ricercatori hanno sottolineato nello studio, pubblicato sul giornale Archives of Disease in Childhood, è che l'incontro con la lettura avvenga in età precoce. Il libro deve essere una sorta di imprinting per regalare tutti i benefici spiegati dagli esperti. In buona sostanza i bambini imparano ad amare il libro perché lo hanno condiviso con qualcuno che amavano e che li amava. In questo modo sarà sempre un oggetto in grado di evocare loro un'esperienza conoscitiva, ma anche emotiva e persino affettiva.

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sabato, maggio 03, 2008

 

IL LIBRO PIU' PICCOLO DEL MONDO


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venerdì, aprile 18, 2008

 

LIBRI PICCOLI LIBRI GRANDI


Quanto deve essere “grande” un libro? I romanzi di solito per essere considerati editorialmente interessanti devono essere almeno sulle duecento pagine, negli ultimi anni si trovano anche tanti romanzetti di poco più di cento pagine, per lo più editi dalle case editrici piccole. Si usa la definizione di “romanzo breve” o “racconto lungo” quando il volume non arriva alle cento pagine. Se si tratta di una raccolta di racconti allo stesso, non è considerata una pubblicazione degna se non ha queste dimensioni.Personalmente anche io diffido dei libri troppo piccolini. Anche se ormai sono anni che non entro più in una libreria con la voglia di comprare un libro facendomi guidare dall’istinto, dalla copertina, dalla quarta e dal titolo. Ma mi affido ai consigli, alle recensioni, alla fiducia nell’editore. Un po’ mi dispiace: ho perso quel rapporto viscerale e immediato con i libri. Forse si cresce.Comunque, pensavo a quanto un editore debba farsi o meno influenzare dalla lunghezza per la scelta dei manoscritti da pubblicare. Sicuramente deve essere un elemento: preferire le narrazioni più articolate, le trattazioni più complete. Ma se un libro appare già compiuto e perfetto pur in una evidente brevità? Quando si può correre il rischio?Penso a piccoli grandi libri come Il piccolo principe o Il gabbiano Jonathan Livingston: alla leggerezza e compiutezza del loro messaggio, alla loro maestosa longevità, pur contenuta nelle loro ridottissime dimensioni, allungate dalla illustrazioni e dalle foto che in entrambi i casi fanno parte del contenuto, non sono un semplice riempitivo. Penso però anche a quella grande presa in giro, o almeno all’epoca io, fan della prima ora di Baricco, la vissi come tale, di Seta, o anche di Donna per caso di Coe, di cui invece continuo ad essere una fan entusiasta. E mi rendo conto che effettivamente è davvero difficile scegliere, decidere, capire quando è il caso o meno.Certo se un libro è brutto allora meglio che sia corto. Ma se un libro è brutto tanto vale non pubblicarlo nemmeno: piccolo o grande che sia l’interesse editoriale è sempre nullo.Ecco, credo di essermi risposto da solo.

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mercoledì, aprile 16, 2008

 

LA BIBLIOTECA PERFETTA


Esiste la libreria perfetta? Il quotidiano inglese Telegraph ha tentato di farla. Ovviamente si può esserere d'accordo o meno. Nei libri la soggettività è qualcosa da cui non si può prescindere. Ricordo che qualche anno fa noi blogger tentammo di fare una nostra classifica, pochi ci trovammo in sintonia. Fatta questa premessa, ciò che balza con evidenza all'occhio è la prospettiva anglosassone adotatta dal quotidiano.Non mancano L'Iliade e L'Odissea. Come avrebbero potuto? C'è Guerra e pace di Tolstoj ma non c'è Dostojevskij. L'assenza mi sembra piuttosto grave. D'accordo su Madame Bovary di Flaubert, e Balzac e Dumas? Il conte di Monte Cristo avrebbe forse sfigurato.Dove le scelte sono moltodiscutibili è nella giallistica: nulla da eccepire su Chandler e Hammet, la "scuola dei duri" risulta ben rappresentata,ma cosa ci fa Virginia Woolf,un'autrice noiosa e superata. Non capisco poi come non abbiano messo George Simenon. Se non è partiginaria questa.Noi italiani siamo rappresentati da 4 libri: la Divina Commedia, Il Principe di Machiavelli, Se questo è un uomo di Primo Levi, Le vite degli artisti di Vasari. Incomprensibile questa quest'ultima scelta. Perché escludere L'Orlando furioso?E' inutile prendersela. E' solo un gioco. C'è anche Harry Porter

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lunedì, aprile 14, 2008

 

BIBLIOTECA PUBBLICA


I libri sono essenziali per la cultura di ogni persona, sia i più grandi classici sia l’ultimo best-seller in classifica. Anche chi mette piede in libreria una volta ogni tanto si sarà accorto che il prezzo dei libri è aumentato molto ed attualmente il livello dei prezzi è davvero scandaloso, considerando che la cultura e la possibilità di acculturarsi dovrebbe essere gratuita.
Ma c’è una soluzione a tutto ciò, non gratuita perché comunque viene pagata con le nostre tasse, a volte dimenticata ovvero la biblioteca pubblica. Se siamo fortunati all’interno di questa potremo trovare praticamente tutto quello che ci serve, incluse riviste, dvd e cd musicali. La furbata sta nel cercare il libro in questione tra tutte le biblioteche del comune senza dover girare da un posto all’altro. La mia preferita è la BIBLIOTECA ZARA di Milano

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IL LIBRO VA RISPETTATO


Un Grande Vecchio, un mito vivente della critica d’arte e dell’estetica moderna, Gillo Dorfles, ieri sera è stato ospite di Che Tempo Che Fa, una dei rari gioielli TV, piccola delizia impermeabile nel mare magnum del trash televisivo.
Intervistato dal bravissimo Fabio Fazio, il vecchio (buon vecchio) Gillo ha, diciamo, confessato una debolezza umana: quando legge, segna, sottolinea e perfino fa le orecchie alle pagine…………..!!
Ebbene, mi sento più che confortato! Da sempre tutti intorno a dirmi che “il libro va rispettato”.
Dal mio punto di vista non c’è miglior rispetto verso un libro, vorrei dire verso la sua essenza, il suo contenuto (non il suo essere soprammobile), che “viverlo”, dargli anima con segni della nostra anima di lettori.
Io annoto, benché molto meno di quando ero ragazzo divoratore di libri. Forse quei velati ma continui rimproveri da parte di tanti mi hanno indotto via via nel tempo a manipolare meno la carta stampata, e quindi a sottolineare anche meno. Ma quando lo facevo, annotando anche delle glosse di riflessione a margine, in qualche modo era un partecipare del lavoro dell’Autore, un dirgli: “ecco, ti sto ascoltando, vorrei intervenire, farti delle domande…….., ho queste e queste altre perplessità….. Su questo non sei stato esauriente… Vorrei approfondire…………”, eccetera.
Ma faccio le orecchiette. E non solo per segnare la pagina da cui riprendere la lettura la volta successiva. Per me è sempre stato un rafforzativo delle sottolineature; adesso in un certo senso le sostituisce.
È un modo per segnalare a me stesso che in quella pagina, da qualche parte, c’è un passaggio che mi ha particolarmente interessato, che ha catturato la mia attenzione.
Come ogni buon lettore, do i miei libri – ahimé sì – volentieri in prestito.
(Volentieri e ahimé non si contraddicono: presto volentieri, ma ahimé non sempre mi vengono restituiti, ecco.)
Ma quando do in prestito, raccomando che non mi si tolgano le orecchiette alle pagine!
Non sempre me le conservano. E in questi casi mi sembra di perdere tracce importanti della mia vita interiore, del mio muto dialogo con quel libro e quell’Autore.

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sabato, settembre 01, 2007

 

5 SETTEMBRE


oggi rio big compie gli anni






AUGURI !!!!!!!!!!!!!




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sabato, maggio 26, 2007

 

LA MIA CITTA'


MILANO

Mia città,
in fondo al mio cuore tu sei,
con tutto ciò che di bello
o meno bello mi dai,
mi piaci così come sei
e non ti cambierei mai
con nessun’altra città.
Sotto la nebbia mi appari
argentata, unica, silenziosa,
adagiata sull’acqua tu sei
come perla preziosa.
Pian piano arriva la sera,
mentre il sole lontano tramonta
e piccole luci si affacciano in alto,
in un cielo colore... cobalto.
Si accendono anche i lampioni
delle vie, delle piazze e dei navigli,
come Parigi sei bella,
o forse... anche di più.
Sorge chiara la luna
ed avvolge la Bella Signora:
quella presenza sicura,
dall’alto veglia sulla città.
Come sei bella Milano
quando la gente riposa,
ed un soffio di vento... ti culla.
Prima che spunti l’aurora,
la vita ritorna danzando
tra colori, rumori e profumi...
da te io sono rapita e ti ammiro,
o mia bella città.

Tinin S.

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lunedì, aprile 23, 2007

 

LA FESTA DEI LIBRI E DELLE ROSE





Oggi si celebra la terza edizione dela manifestazione dedicata a San Giorgio.
Palcoscenico di questo percorso culturale/floreale saranno le vie pedonali dello storico quartiere di Brera.
Protagonisti di questo itinerario sono una serie di bancherelle di libri e de ichioschi di rose, il cui compito sara' di animare un rituale che si compie ormai da tre anni, infatti gli uomini avranno l'onore e l'onere di regalare una rosa alla propria accompagnatrice, ricevendone in cambio un libro.
Milano ha adottato questa tradizione dalla Catalogna, l'unione della letteratura con la rosa si deve alla leggenda, dove si racconta che dopo l'uccisione del drago, il Santo guerriero raccolse una rosa dal cespuglio germogliato dal sangue della bestia,per donarlo alla principessa liberata.

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venerdì, aprile 13, 2007

 

S T A T I S T I C H E


Escono 170 libri al giorno
L'articolo è di Maria Novella De Luca su La Repubblica di oggi (pag 19).
Solo i numeri ben evidenziati, già spaventano:
ogni 24 ore escono in Italia 170 nuovi titoli;
ogni mese nascono 70 editori;
in commercio ci sono 600.000 titoli;
la resa media dei titoli è del 35%.
Assolutamente da leggere e poi...riflettere

...E VEDRAI QUANDO USCIRA' IL MIO...

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martedì, aprile 03, 2007

 

a u g u r i da RIO BIG


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martedì, marzo 20, 2007

 

Commedia: LIBRI DA ARDERE


Nella bella commedia di Amelie Nothomb durante una guerra, un professore, il suo assistente e una allieva decidono per sopravvivere di bruciare anche i libri: la guerraè gelo, fame e disperazione, è abbrutimento , è ridurre il pensiero umano al grado zero. L'uomo privato della ragione, dell'arte, del suo godere per una parola, per un tramonto, che uomo è ?

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sabato, marzo 10, 2007

 

SCRITTORI per diletto


Romanzi gratis Hai un libro nel cassetto che rischia di impolverarsi troppo e non vedi l'ora di farlo conoscere al mondo? E' arrivato il momento per te, è nata Vibrisselibri la prima vera e propria casa editrice online, che seleziona e sceglie numerosi libri, li cura nei minimi dettagli, li pubblica online, permettendo a chiunque di scaricarli gratuitamente e, infine, li pubblicizza creando un vero e proprio ufficio stampa dedicato. Il progetto è nato da un'idea dello scrittore Giulio Mozzi e dall'adesione di altre 50 persone, che hanno deciso di dedicarsi a Vibrisselibri creando una vera e propria vetrina, così da 'convincere gli editori a pubblicare libri già pronti, che hanno già una loro esistenza in rete'. Cosa aspetti...

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venerdì, marzo 02, 2007

 

PROVERBIO DI RIO BIG


Dedicato ai pessimisti


Il mondo è come il mare e vi s'affoga chi non sa nuotare.

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domenica, febbraio 18, 2007

 

R I F L E S S I O N I ....


Hai mai provato la sensazione, quando termini un libro che ti piace, di essere in qualche modo diverso?

E di essere anche piu' consapevole, perchè sei riuscito in qualche modo a vedere delle cose di te che prima vedevi solo in parte....

Oppure a conoscere qualcosa che prima non sapevi.

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venerdì, febbraio 09, 2007

 

I RACCONTI DI RIO BIG


Perchè amo i racconti ?

Per la velocita'.

I racconti sono come un'auto decappotabile:
sono smilzi, scattanti e aderiscono bene al terreno.
Trattano temi importanti o minimali, ma lo fanno in modo coinciso.

Abbassate la capote e lanciatevi lungo le curve con Rio Big.

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domenica, gennaio 07, 2007

 

Libri rari, rarissimi, inesistenti.


Negli Stati Uniti alcune biblioteche intendono applicare con piu' rigore una prassi: controllare quali libri sono piu' richiesti, e quali meno. E poi liberarsi dei testi meno popolari . Un argomento affascinante. Mi chiedo : piu' e meno richiesti per quanto ? Perche' se è mezzo secolo è un conto, se sono gli ultimi dieci giorni, un altro. Pare che a seconda del criterio adottato perfino Hemingway e Faulkner rischiano di andare prender aria sulle bancarelle dell'usato. Immagino che le biblioteche delle citta' piu' devote si troverebbero a non avere neppure una copia della Bibbia: se tutti ce l'hanno nessuno la richiedera'. E l'altra divertentissima faccia della medaglia è che proprio quando vuole consultare qualcosa di inconsueto uno dovrebbe ricorrere alla biblioteca : ma come fa la meritoria istituzione ad averlo, se è poco diffuso ? Quindi con questo sistema se un libro ce l'hanno tutti la biblioteca se ne libera , se d'altra parte non lo conosce nessuno se ne libera ugualmente. Gli autori (viventi) sono avvertiti: per essere certi che le loro opere non siano tolte di mezzo dovranno sobbarcarsi lunghi viaggi, richiedendole ogni tanto in tutte le biblioteche del paese. Il passo successivo per gli ottimizzatori, doloroso ma logico, sarebbe quello di controllare in ogni tomo le pagine piu' stropicciate, e quindi piu' lette. E poi, spietatamente, eliminare tutte le altre. Scusate, ma oggi, Rio Big è un po' satirico

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martedì, dicembre 05, 2006

 

PIU' LIBRI, PIU' LIBERI Blog,dove nascono le idee


Si apre a Roma la Fiera della piccola e media editoria "Piu' libri, piu' liberi" , cinquemila titoli, duecento eventi. Il tema è il rapporto fra carta e digitale: "Una palestra di scrittura. " Cinquantacinque milioni di blog.....Qualcuno deve essere pur buono. Lo si trova scritto quasi come un motto su Technorati, il maggiore sito al mondo di rilevazione della blogosfera e che appunto ha stimato quella cifra, che incrementa ogni anno almeno del doppio, come un vortice inarrestabile. Del resto il blog non è piu' un mondo a parte: oggi chiunque abbia qualcosa da dire lo puo' fare , mettere in circolo informazioni, note personali, con la possibilita' per ciascuno di trovare contenuti che si adeguano al suo registro. Il blog oggi è una grande palestra di scrittura ma anche un luogo deputato al confronto, attraverso lo scambio orrizontale e la conversazione , che contribuiscono al miglioramento netto dei contenuti.

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martedì, novembre 07, 2006

 

I divoratori di libri

Dunque, i divoratori di libri sono compulsivi e vanno troppo di fretta,mentre spesso se un libro merita,ha bisogno di pazienza. Magari vale la pena di leggerlo anche solo per una pagina,ma con calma. I libri hanno un loro ritmo( e va rispettato),mentre i divoratori conoscono un solo tempo,la velocita' appunto. Il che poi non significa che in certi libri non si vada spediti. Per esempio, si puo' iniziare a leggere un libro appena si e' finito un capolavoro? No secondo me. I libri devono sedimentare e depositarsi e invecchiare e a volte pensi di averli dimenticati ma non e' cosi'. I divoratori non sanno aspettare, sono sempre troppo aggiornati e ho sempre l'impressione che non capiscano i dettagli. E come dice Eco: con chi si identifica l'autore? Ma con gli avverbi,naturalmente. I dettagli sono importanti.

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mercoledì, ottobre 25, 2006

 

RIOBIG lo scrittore che incanta...commuove...fa pensare....


Molti scrivono parole pochi pero'....le sanno tradurre in poesia

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