venerdì, febbraio 08, 2008
SI PUO' SCRIVERE UN ROMANZO IN 6 PAROLE
Leggenda vuole che fu una scommessa a portare Ernest Hemingway a dimostrare che sì, è possibile. La frase da lui coniata - Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate (For sale: baby shoes, never worn l'originale) nella letteratura anglosassone è rimasta storica, un capolavoro di pathos e brevità. Se difficilmente verrà uguagliata l'intensità del racconto miniatura dell'autore de Il vecchio e il mare, i tentativi non mancano. Sono già, ad occhio e croce, più di 15.000. Questo grazie all'iniziativa di un sito web che ai suoi utenti, prendendo spunto proprio dalla composizione di Hemingway, ha posto una sfida: raccontare la propria vita in mezza dozzina di parole. "Mai e poi mai avremmo creduto di vedere risultati simili", ha raccontato Larry Smith, giornalista, scrittore e fondatore di Smithmag.net, che al folto pubblico di Internet si presenta come "la dimora della narrativa, in tutte le sue forme". "La voce si è sparsa subito, in pochi giorni sono arrivate migliaia di piccole memorie". Questo accadeva nella seconda metà dello scorso anno.
Oggi - chi vuole può ancora cimentarsi, il sito è libero e attivo - sta per uscire la prima raccolta: Il titolo, Not quite what I was expecting, non proprio ciò che mi aspettavo, è il testo completo di una delle memorie ricevute. "Siamo rimasti colpiti dal talento degli scrittori sconosciuti e noti che hanno raccolto la sfida", sottolinea Rachel Fershleiser, coeditrice del libro. E' l'abilità a entrare nel merito senza preamboli a sorprendere, l'immediatezza del tono di ogni memoria: "Trovato amore vero, sposato un altro", scrive Bjorn Stromberg. "Volevo scrivere, avevo paura di fallire", rivela Emily Hambridge. "Faccio ancora il caffé per due", sottolinea Zak Nelson.Frasi commoventi, struggenti, a volte comiche: come "Amo seni grossi, non so mentire". Tra i nomi affermati che hanno inviato le sei parole autobiografiche ci sono Joyce Carol Oates (Vendetta è vivere bene, senza di te), Nora Ephron (Segreto della vita: sposa un italiano), Dave Eggers (Quindici anni da ultima visita barbiere), e tanti altri, ma per il libro, che negli Usa è uscito ieri, Smith e Fershleiser hanno scelto di abbinare voci conosciute ad altre assolutamente ignote. "Perché tutti -precisano - abbiamo una storia da raccontare".
Dal sito del Correre della Sera
Oggi - chi vuole può ancora cimentarsi, il sito è libero e attivo - sta per uscire la prima raccolta: Il titolo, Not quite what I was expecting, non proprio ciò che mi aspettavo, è il testo completo di una delle memorie ricevute. "Siamo rimasti colpiti dal talento degli scrittori sconosciuti e noti che hanno raccolto la sfida", sottolinea Rachel Fershleiser, coeditrice del libro. E' l'abilità a entrare nel merito senza preamboli a sorprendere, l'immediatezza del tono di ogni memoria: "Trovato amore vero, sposato un altro", scrive Bjorn Stromberg. "Volevo scrivere, avevo paura di fallire", rivela Emily Hambridge. "Faccio ancora il caffé per due", sottolinea Zak Nelson.Frasi commoventi, struggenti, a volte comiche: come "Amo seni grossi, non so mentire". Tra i nomi affermati che hanno inviato le sei parole autobiografiche ci sono Joyce Carol Oates (Vendetta è vivere bene, senza di te), Nora Ephron (Segreto della vita: sposa un italiano), Dave Eggers (Quindici anni da ultima visita barbiere), e tanti altri, ma per il libro, che negli Usa è uscito ieri, Smith e Fershleiser hanno scelto di abbinare voci conosciute ad altre assolutamente ignote. "Perché tutti -precisano - abbiamo una storia da raccontare".
Dal sito del Correre della Sera
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venerdì, febbraio 01, 2008
B O O K M O O C H

Ogni lettore può avvalersi della libertà di non leggere un libro, soprattutto se non in sintonia con i propri gusti letterari. Una riflessione alla Pennac che ci porta dritti dritti alla semplice quanto geniale trovata di un sito di scambio libri usati. Si chiama Bookmooch ed è un’iniziativa che assomiglia molto al baratto solamente in one telematica. Si tratta di una comunità virtuale sorta da poco per lo scambio gratuito di libri usati. L’unico costo sono le spese di spedizione, a carico del mittente.
Come funziona?Partecipare alla comunità è semplice, basta registrarsi e inserire 10 libri di cui disfarsi, indicando invece la propria “Lista dei desideri”, cioè i libri che si vorrebbe avere (che si possono ricevere solo se in catalogo e una volta raggiunti i punti necessari). Il sistema funziona come una raccolta punti. Per ogni libro inserito si guadagna un decimo di punto mentre per i libri spediti si guadagna un punto intero. Accumulando questi punti si possono “comprare” i libri desiderati, e che un altro utente mette a disposizione. Tutto gratis, ovviamente, si paga con i “punti” accumulati.
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sabato, settembre 22, 2007
SARA' RIOBIG ?
venerdì, settembre 14, 2007
19 settembre " QUATTRO LIBRI AL BAR "

Una nuova iniziativa per promuovere un modo alternativo di incontarsi: il 19 settembre, dedicata alla declamazione di volumi contemporaneamente in diverse citta' italiane.
Non si vive solo di caffe' letterari, si potrebbe riassumere con questa massima la "democratizzazione" del connubbio libri e caffe' .
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martedì, giugno 19, 2007
G O O G L I S T A

Chi è il Googlista
GOOGLE, (pronunc. gugol, italian. gogle); neologismo derivato da un gioco di parole che ha origine dal termine matematico Googol, che indica il numero 1 seguito da 100 zeri.Un Googol è un numero molto grande, non esiste un googol di nulla nell’universo: nè stelle, granelli di polvere, atomi. E già questa spiegazione può essere un’indizio della mission originaria del grande motore di ricerca: organizzare un insieme pressochè infinito di informazioni sul web.
Dicesi GOOGLISTA la persona che, attraverso Internet, si serve di Google in qualità di inseparabile strumento di scoperta e verifica di tutto lo scibile umano.Il Googlista affronta ogni problema o necessità della vita quotidiana con una finestra sempre aperta su Google, sfruttando al massimo le preferenze ed opzioni di ricerca. Adottando ogni nuovo tool che la casa madre non smette mai di rilasciare (dalle news, alla posta elettronica, dai video alla mappa del mondo) il Googlista si affida al più grande “motore immobile” per venire a capo di piccole e grandi questioni che ostacolano il suo quieto vivere. Ma il Googlista non è solo questo, è molto di più.L’accezione di per sé neutra del termine si presta ad interpretazioni non solo differenti, ma a volte opposte o addirittura contraddittorie:
1) in senso neutro, come accennato, il Googlista è l’ internauta che adopera Google in quanto essenziale strumento di navigazione e ricerca di informazioni sul Web;
2) il termine assume connotato negativo quando si riferisce ad un atteggiamento disincantato del navigatore moderno, consapevole delle insidie insite nei criteri di ricerca e delle possibili “trappole” della comunicazione sul web. Il Googlista scettico, diffidando dei meccanismi dell’indicizzazione, ne studia ogni aspetto per destreggiarsi con abilità nella lotta delle informazioni ed emergere con maestria nel vasto oceano di dati online;
3) infine, da recenti analisi psico-sociali, è emersa una nuova patologia che ha visto associato il termine ad una capillare diffusione di ansia da iper-informazione, denominata appunto “Sindrome del Googlista“. Gli studiosi sono concordi nel ritenere che il sovraccarico di informazioni cui l’utente è pesantemente sottoposto generi nella mente del Googlista una drastica perdita di autostima per le difficoltà riscontrate nell’elaborazione dei dati. Questa seria sottovalutazione delle proprie capacità costringe l’utente ad una irrefrenabile smania compulsiva di effettuare continuamente nuove ricerche, nel tentativo
GOOGLE, (pronunc. gugol, italian. gogle); neologismo derivato da un gioco di parole che ha origine dal termine matematico Googol, che indica il numero 1 seguito da 100 zeri.Un Googol è un numero molto grande, non esiste un googol di nulla nell’universo: nè stelle, granelli di polvere, atomi. E già questa spiegazione può essere un’indizio della mission originaria del grande motore di ricerca: organizzare un insieme pressochè infinito di informazioni sul web.
Dicesi GOOGLISTA la persona che, attraverso Internet, si serve di Google in qualità di inseparabile strumento di scoperta e verifica di tutto lo scibile umano.Il Googlista affronta ogni problema o necessità della vita quotidiana con una finestra sempre aperta su Google, sfruttando al massimo le preferenze ed opzioni di ricerca. Adottando ogni nuovo tool che la casa madre non smette mai di rilasciare (dalle news, alla posta elettronica, dai video alla mappa del mondo) il Googlista si affida al più grande “motore immobile” per venire a capo di piccole e grandi questioni che ostacolano il suo quieto vivere. Ma il Googlista non è solo questo, è molto di più.L’accezione di per sé neutra del termine si presta ad interpretazioni non solo differenti, ma a volte opposte o addirittura contraddittorie:
1) in senso neutro, come accennato, il Googlista è l’ internauta che adopera Google in quanto essenziale strumento di navigazione e ricerca di informazioni sul Web;
2) il termine assume connotato negativo quando si riferisce ad un atteggiamento disincantato del navigatore moderno, consapevole delle insidie insite nei criteri di ricerca e delle possibili “trappole” della comunicazione sul web. Il Googlista scettico, diffidando dei meccanismi dell’indicizzazione, ne studia ogni aspetto per destreggiarsi con abilità nella lotta delle informazioni ed emergere con maestria nel vasto oceano di dati online;
3) infine, da recenti analisi psico-sociali, è emersa una nuova patologia che ha visto associato il termine ad una capillare diffusione di ansia da iper-informazione, denominata appunto “Sindrome del Googlista“. Gli studiosi sono concordi nel ritenere che il sovraccarico di informazioni cui l’utente è pesantemente sottoposto generi nella mente del Googlista una drastica perdita di autostima per le difficoltà riscontrate nell’elaborazione dei dati. Questa seria sottovalutazione delle proprie capacità costringe l’utente ad una irrefrenabile smania compulsiva di effettuare continuamente nuove ricerche, nel tentativo
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lunedì, maggio 21, 2007
L'AMICIZIA DIVENTA BUSINESS

— «Cosa significa avere a "My- Space" un proprietario come Murdoch? Ti do un'idea», spiega Chris DeWolfe che nel 2003 ha fondato con Tom Anderson quella che è oggi la più vasta «rete di socializzazione» via Internet del mondo: 175 milioni di utenti registrati e altri 230 mila «amici» (così viene chiamato chi si iscrive) che si aggiungono ogni giorno. «Qualche tempo fa ci siamo resi conto che — con 66 milioni di americani che hanno ormai inserito il loro profilo su "MySpace", e tra essi quasi tutti i ragazzi che hanno più di 14 anni — per noi stava diventando difficile continuare a crescere al ritmo esponenziale degli ultimi due anni. Così io e Tom siamo andati da Murdoch e gli abbiamo detto: "Forse dovremmo investire di più per crescere all'estero: abbiamo pensato di andare in quattro Paesi con un portale tradotto nella lingua locale". E lui, senza battere ciglio: "Quattro? E perché non dodici?". Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cominciato a lavorare. E adesso i Paesi sono diventati 14».
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lunedì, aprile 23, 2007
23 APRILE
Dal 1995 il 23 aprile è diventata per iniziativa dell'Unesco " La giornata mondiale del libro"
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venerdì, marzo 16, 2007
H O R R O R

“ C’era una volta “…e il computer scrive la fiaba da solo.
Prendete una principessa, il suo principe azzurro, un drago e altri personaggi di fantasia. Date a ciascuno un volto e poi lasciate fare al computer : Perez y Perez, informatico all’Universita’ Autonoma di Citta’ del Messico ha creato il software che scrive da solo le fiabe. Basta dargli uno spunto. Poche frasi come “ Il nemico ha ferito il cavaliere. La principessa cura il cavaliere . Lui uccide il nemico. Fine “ Il programma ha in memoria una serie di link emozionali fra personaggi che usa per sviluppare la storia. Ad ogni link è assegnato un valore: Dall’odio di -3 all’amore profondo di +3. Il risultato, secondo un panel di lettori, è eccellente: per struttura, contenuto, suspence, le cyberfavole sono migliori di quelle tradizionali. Manca solo l’umana IMPREVEDIBILITA’
Prendete una principessa, il suo principe azzurro, un drago e altri personaggi di fantasia. Date a ciascuno un volto e poi lasciate fare al computer : Perez y Perez, informatico all’Universita’ Autonoma di Citta’ del Messico ha creato il software che scrive da solo le fiabe. Basta dargli uno spunto. Poche frasi come “ Il nemico ha ferito il cavaliere. La principessa cura il cavaliere . Lui uccide il nemico. Fine “ Il programma ha in memoria una serie di link emozionali fra personaggi che usa per sviluppare la storia. Ad ogni link è assegnato un valore: Dall’odio di -3 all’amore profondo di +3. Il risultato, secondo un panel di lettori, è eccellente: per struttura, contenuto, suspence, le cyberfavole sono migliori di quelle tradizionali. Manca solo l’umana IMPREVEDIBILITA’
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mercoledì, febbraio 14, 2007
B O O K C R O S S I N G

...libri lasciati lungo il corso e nei negozi, da leggere e da scambiare.
Per gli internauti www. bookcrossing-italia.com
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giovedì, gennaio 04, 2007
LIBRI A PESO DA CARREFOUR !

Questo pomeriggio sono andato all'ipermecato Carrefour e girando per i vari reparti mi sono imbattuto in una curiosa promozione " Libri a peso " con 5 euro 1 chilo di libri !
Capisco che noi italiani siamo tra gli ultimi in Europa appasionati alla lettura, pero' chi ha il coraggio di acquistare un libro solo perche' magari pesa meno dell'altro ?
Voi cosa ne pensate di questa iniziativa, sinceramente a me non è piaciuta molto, anzi vi prego, se veramente siete intenzionati ad acquistarvi un libro, non guardate il fatto che con un chilo riuscireste a prendervi otto libri. !
Grazie.
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